REWILD works!

Here some examples of how our philosophy takes shape in real consulting intervention.

Qui troviamo alcuni esempi di come la nostra filosofia si traduce in interventi di consulenza.

Onboarding & Training

Q: How does REWILD approach onboarding and training?
A: Training is not just about transferring knowledge — it is also about mutual evaluation. We design onboarding processes where new collaborators become productive almost immediately, while managers can observe essential qualities such as focus, reliability, adaptability, and learning capacity.

Q: What role does the trainer play in this approach?
A: The trainer is guided by a dedicated framework that clarifies what to observe at each stage of the process. This allows training to remain efficient, objective, and aligned with real work — without overloading either the trainer or the organization.

D: In che modo REWILD affronta l’onboarding e la formazione?
R: La formazione non riguarda solo il trasferimento di conoscenze, ma anche una valutazione reciproca. Progettiamo processi di onboarding in cui i nuovi collaboratori diventano produttivi quasi immediatamente, mentre i manager possono osservare qualità essenziali come concentrazione, affidabilità, capacità di adattamento e apprendimento.

D: Che ruolo ha il formatore in questo approccio?
R: Il formatore è guidato da un framework dedicato che chiarisce cosa osservare in ogni fase del processo. Questo permette alla formazione di rimanere efficiente, oggettiva e allineata al lavoro reale, senza sovraccaricare né il formatore né l’organizzazione.


Perception and Prediction

Q: What does “the compass” mean in your consulting interventions?
A: For REWILD, a compass is what keeps strategic objectives directionally present in everyday work. We help organizations turn their most important goals into clear reference points — often supported by simple, tangible visual elements — that continuously orient decisions, actions, and priorities. This is not about tracking results after the fact, but about maintaining a shared sense of direction while work is happening.

Q: Why is a tangible reference so powerful for key objectives?
A: Because people naturally align their behavior around what they can see and relate to. A physical reference placed in shared spaces — such as a panel directly linked to daily actions — quietly reinforces orientation and accountability. It helps teams understand how their work contributes to the goal, creating rhythm and focus without added effort. When direction is visible and concrete, progress becomes part of daily practice rather than an abstract target revisited only in meetings or reports

D: Cosa significa “la bussola” nei vostri interventi di consulenza?
R: Per REWILD, la bussola è ciò che mantiene gli obiettivi strategici sempre presenti nel lavoro quotidiano. Aiutiamo le organizzazioni a trasformare i loro obiettivi più importanti in chiari punti di riferimento — spesso supportati da elementi visivi semplici e tangibili. Non si tratta di misurare i risultati a posteriori, ma di mantenere un senso condiviso di direzione mentre il lavoro è in corso.

D: Perché un riferimento tangibile è così potente per gli obiettivi chiave?
R: Le persone tendono ad allineare il proprio comportamento a ciò che possono vedere e con cui possono relazionarsi. Un riferimento fisico collocato negli spazi condivisi — come un pannello direttamente collegato alle azioni quotidiane — rafforza in modo silenzioso orientamento e responsabilità. Aiuta i team a comprendere come il loro lavoro contribuisce all’obiettivo, creando ritmo e concentrazione senza sforzo aggiuntivo. Quando la direzione è visibile e concreta, il progresso diventa parte della pratica quotidiana, anziché un traguardo astratto ripreso solo in riunioni o report.


The Goals cage

Q: What does “perception” mean in a consulting context?
A: In our work, perception means helping organizations recognize weak signals before they become problems or missed opportunities. We focus on what is sensed but not yet structured — customer feedback, operational frictions, emerging behaviors — and we help transform these early signals into strategic insight.

Q: How do you bring perception back into decision-making?
A: We work directly with leadership and frontline teams to reconnect strategy with lived reality. This often means redesigning how information flows, what is listened to, and who is involved in sensing change — before metrics alone define the narrative.

D: Cosa significa “percezione” in un contesto di consulenza?
R: Significa aiutare le organizzazioni a riconoscere i segnali deboli prima che diventino problemi o opportunità mancate. Ci concentriamo su ciò che viene percepito ma non è ancora strutturato — feedback dei clienti, attriti operativi, comportamenti emergenti — e aiutiamo a trasformare questi segnali iniziali in insight strategici.

D: Come riportate la percezione nel processo decisionale?
R: Lavoriamo direttamente con la leadership e i team sul campo per riconnettere la strategia con la realtà vissuta. Questo spesso implica riprogettare il modo in cui le informazioni fluiscono, ciò che viene ascoltato e chi è coinvolto nel percepire il cambiamento — prima che siano solo le metriche a definire la narrazione.


The Compass

Q: How does REWILD approach goals and targets?
A: Goals are essential, but they should act as orientation, not restriction. We help organizations use objectives as reference points that illuminate the path, while keeping enough flexibility to capture opportunities that emerge along the way.

Q: What happens when goals become too rigid?
A: When goals dominate attention, teams may overlook valuable signals simply because they fall outside the plan. Our work helps leaders redesign how goals are used — so they guide action without limiting adaptability, exploration, or learning.Connection is a core part of the process. You’ll learn just as much from the group as from the content itself.

D: In che modo REWILD affronta obiettivi e target?
R: Gli obiettivi sono essenziali, ma dovrebbero fungere da orientamento, non da vincolo. Aiutiamo le organizzazioni a utilizzare gli obiettivi come punti di riferimento che illuminano il percorso, mantenendo al tempo stesso la flessibilità necessaria per cogliere le opportunità che emergono lungo il cammino.

D: Cosa succede quando gli obiettivi diventano troppo rigidi?
R: Quando gli obiettivi dominano completamente l’attenzione, i team possono ignorare segnali preziosi solo perché non rientrano nel piano. Il nostro lavoro aiuta i leader a ripensare il modo in cui gli obiettivi vengono utilizzati, affinché guidino l’azione senza limitare adattabilità, esplorazione o apprendimento. La connessione è una parte centrale del processo: imparerai tanto dal gruppo quanto dai contenuti stessi.


Context

Q: Why is the work environment important in the REWILD approach?
A: REWILD considers context an active force that shapes attention, behavior, and performance. Light, air quality, colors, plants, and spatial organization influence how people think, focus, and interact. When the environment supports human rhythms, individuals remain more alert, balanced, and capable of making clear decisions.

Q: How does REWILD intervene on context within organizations?
A: We observe how spaces, routines, and daily habits either regenerate or drain energy. Small, targeted adjustments — from meeting areas to shared spaces and food culture — help create conditions where people feel mentally and physically supported at work. The goal is not comfort, but presence: enabling performance that is sustainable, resilient, and deeply aligned with human nature.

D: Perché l’ambiente di lavoro è importante nell’approccio REWILD?
R: REWILD considera il contesto come una forza attiva che modella attenzione, comportamento e performance. Luce, qualità dell’aria, colori, piante e organizzazione dello spazio influenzano il modo in cui le persone pensano, si concentrano e interagiscono. Quando l’ambiente supporta i ritmi umani, gli individui restano più vigili, equilibrati e capaci di prendere decisioni chiare.

D: In che modo REWILD interviene sul contesto?
R: Osserviamo come spazi, routine e abitudini quotidiane rigenerino o drenino energia. Piccoli aggiustamenti mirati — dalle aree meeting agli spazi condivisi fino alla cultura del cibo — aiutano a creare condizioni in cui le persone si sentono sostenute mentalmente e fisicamente sul lavoro. L’obiettivo non è il comfort, ma la presenza: abilitare una performance sostenibile, resiliente e profondamente allineata alla natura umana.